Prendiamo questa frase: “il tesoro inestimabile si trova nei testicoli dell'uomo”.
E vediamo come cambia il mondo.
Durante il Settecento civile e illuminato, nelle capitali della vecchia Europa, si sarebbe senz'altro riferita all'uso quotidiano dell'evirazione: tecnica che portava circa 5mila ragazzi ogni anno a perder l'uso dei propri “gioielli” per diventar ricchissimi a cantare sulle tavole di un palcoscenico, in qualità di castrati.
Oggi la stessa frase, pronunciata da ricercatori tedeschi e inglesi, vuol dire che gli uomini hanno proprio lì, nella loro sfera genitale, una riserva di staminali simili a quelle dell'embrione da impiegare: una riserva di cellule da cui approvvigionarsi in caso di necessità, siano esse semplici cure cellulari o terapie personalizzate per debellare malattie degenerative ancor oggi incurabili.
È infatti proprio nei testicoli che i ricercatori dell'Università di Tubingen in Germania, diretti da Thomas Skutella, e affiancati dai colleghi londinesi del King's College, hanno isolato staminali pluripotenti adulte, uguali a cellule embrionali, annunciando la scoperta sensazionale attraverso la rivista Nature, pur con la cautela del caso e in attesa di ulteriori conferme.
La notizia ha fatto il giro del mondo, e ha suscitato una gran mole di commenti ed entusiasmi.
Sull'evento, l'agenzia italiana di stampa Ansa ha chiesto un'opinione a Mario Stefanini e a Elena Vicini (Dipartimento di Istologia ed Embriologia Medica de La Sapienza).
«La scoperta è molto importante e rappresenta un grande passo avanti nel settore», è la risposta dei due scienziati, studiosi delle cellule germinali maschili.
«Le cellule scoperte sono, fino a oggi, le staminali più simili a quelle di un embrione che siano ricavabili da individui adulti. Cellule che ben potrebbero rappresentare una riserva di "staminali embrionali etiche" ricavabili, senza sacrificare embrioni, con una semplice biopsia di testicolo».
I ricercatori dell'Ateneo romano ricordano che sin dal 2004 vari gruppi di ricerca avevano isolato analoghe “staminali multipotenti della linea germinale” ma soltanto nei testicoli di ratti adulti.
Oggi, attraverso biopsie testicolari di 22 pazienti tra i 17 e gli 81 anni, gli esperti hanno isolato queste cellule, scoprendole simili alle cellule embrionali e indagandone, come precipue caratteristica, la capacità di generare tutti e tre i tessuti basilari di un embrione e formando i tumori tipici delle cellule embrionali (teratomi).
Se l'intuizione del laboratorio tedesco si dimostrasse accertata, con una fonte di staminali simile e a portata di mano, ne trarrebbe giovamento anche il dibattito etico sul sacrificio degli embrioni invocato dalla ricerca.
E se i risultati fossero confermati le cellule ricavate dai testicoli metterebbero la parola fine alle polemiche.
«Una volta caratterizzate meglio», sottolinea il dottor Stefanini, «tali cellule potrebbero divenire davvero utili in clinica.
Potrebbero ad esempio essere utilizzate contro casi di sterilità maschile post-tumore (effetto collaterale della chemioterapia), o per terapie cellulari su misura per i maschi colpiti da malattie oggi incurabili.
Ma anche per le donne esisterebbero risultati a supporto dell'esistenza di analoghe staminali embrionali presenti nelle loro ovaie».


