Finalmente il settore pubblico si sveglia e, accantonando polemiche e ritardi burocratici, a fine anno renderà pienamente funzionale la prima banca pubblica isolana per la crioconservazione del sangue tratto dal cordone ombelicale.
Gestita in collaborazione tra Asl 8 di Cagliari e Centro Trasfusionale dell’Ospedale Brotzu, la nuova struttura nasce nell'ospedale Binaghi del capoluogo sardo. Secondo il progetto, si partirà dalle strutture pubbliche maggiori, per raggiungere e soddisfare successivamente tutti i reparti di ostetricia dell’isola.
«In tempi relativamente brevi – spiega Carlo Carcassi, direttore del centro regionale trapianti del Binaghi – ogni struttura, pubblica o privata, avrà personale formato e accreditato per il prelievo del sangue del cordone ombelicale».
Carcassi è il responsabile scientifico della neonata biobanca e sottolinea quanto sia importante questo nuovo servizio nella regione in cui sono frequenti patologie che le staminali possono curare (la talassemia, ad esempio). Oltretutto la Sardegna vanta in Italia uno dei registri più ricchi per la donazione di midollo osseo.
«L'evento è importante – sottolinea Carassi – soprattutto per la nostra isola colpita duramente da molte delle malattie che le staminali promettono di curare. Sono sicuro che ci distingueremo anche nella donazione del cordone ombelicale».
Alcuni polemizzano però sul fiorente mercato della conservazione autologa, che in Italia è ancora vietata ed è gestita da società private all'estero...
«La conservazione autologa delle staminali è lecita – commenta nel corso di un'intervista rilasciata al quotidiano locale La Nuova Sardegna – e io non entro nel merito della sua utilità, né giudico chi la pratica o chi la sponsorizza. Sicuramente lo spirito che anima la donazione eterologa è diverso. Le banche europee sono in rete. Le cellule che non possono essere conservate sono utilizzate per la ricerca pubblica. Chi dona insomma mette le staminali di suo figlio a disposizione di tutti. Ma al di là delle polemiche, una cosa è certa: che si tratti di conservazione autologa o eterologa, buttare il cordone ombelicale è un delitto».



