Sara, la sterile. Elisabetta, l'anziana. Entrambe senza figli.
Entrambe sofferenti per questa loro mancanza, odiosa e antisociale, secondo il pensiero e il costume dell'epoca. I fatti sono noti, e sono fatti sacri.
Fu infatti la divina Provvidenza a donare una prole alla moglie di Abramo (Isacco) e alla consorte di Zaccaria (Giovanni il Battista).
Episodi avanti Cristo.
Oggi l'uomo, a immagine e somiglianza di Dio, sembra poter ottenere i medesimi risultati riportati come miracolo nelle Sacre Scritture, con la donna del terzo millennio che potrebbe procreare ben oltre la fine del suo ciclo riproduttivo e senza alcun problema di infecondità.
Shangai, Università «Jiao Tong» ai giorni nostri: alcuni ricercatori locali notano che nelle ovaie delle femmine di topo esiste una sorgente pressoché infinita di fertilità.
Il loro resoconto (pubblicato di recente dal mensile Nature Cell Biology) è un inno alla femminilità perenne.
Tant'è, gli scienziati cinesi scoprono che cellule staminali germinali (ossia riproduttive) possono continuare a produrre anche nell'animale adulto nuove cellule uovo (ovociti). In laboratorio, le cellule staminali isolate dalle ovaie
sono state impiantate in ovaie sterilizzate, le quali sono tornate pienamente fertili.
Insomma, oltre a sovvertire le attuali conoscenze biologiche sulla riproduzione femminile, la scoperta dell'ateneo orientale fornirebbe un vero e proprio antidoto naturale per eventi quali sterilità e menopausa.


