Come è noto, è già possibile ricavare cellule staminali dalla pelle di un uomo adulto.
Ma per veicolarle si usa un virus, il che comporta sempre il rischio di eventuali rigetti o di provocare formazioni tumorali.
E allora come creare staminali senza ricorrere alle cellule embrionali?
E come farlo senza imbattersi in ulteriori rischi collaterali?
A porsi il problema, e a cercare una soluzione, ci ha pensato una recente ricerca anglocanadese, mirata a cercare un metodo alternativo al problema.
I ricercatori hanno usato una tecnica di intervento cutaneo chiamata elettroporazione.
E grazie a essa, Keisuke Kaji (Università di Edimburgo) e il dottor Andras Nagy da Toronto hanno isolato un singolare segmento di DNA.
Transposone, il suo nome: è un “gene saltatore” perché ha la particolarità di muoversi lungo il codice genetico.
Dopo averlo “catturato”, i due ricercatori lo hanno rimesso in circolazione per riprogrammare le cellule.
Il resoconto del loro esperimento è stato ora reso pubblico dalla rivista Nature, dove si legge non soltanto che il trapianto di transposone avviene in maniera sicura, ma che – a missione compiuta – è possibile recuperarlo senza alcun problema, lasciando la cellula intatta.
Intervistato sulla portata di tale scoperta, Andras Nagy ha commentato: «La speranza è che le staminali così formate diventino la base per il trattamento di molte malattie.
La nostra ricerca ha scoperto un metodo altamente efficiente e sicuro per creare nuove cellule dal corpo umano eliminando la necessità di avere l'embrione come unica fonte».
Con piena soddisfazione dei sostenitori delle cosiddette staminali etiche.


