Tempi duri per il futuro della ricerca biomedica nel Belpaese.
Ad anticipare il trend negativo che investirà l'Italia anche in questo settore è l'ultimo studio realizzato da “Siena Biotech”, secondo il quale, nei prossimi sette anni, aumenterà il divario con le altre nazioni.
I motivi?
Secondo le previsioni, la ricerca made in Italy sconterà dapprima la crisi economica mondiale; poi quella del sistema farmaceutico, conseguente alle scadenze dei brevetti e all'incapacità, appunto, di sostituire i prodotti a brevetto scaduto con nuovi prodotti immessi sul mercato.
In più gli esperti prevedono che i gruppi di ricerca italiani saranno sempre più dipendenti dai finanziamenti internazionali. Fin qui la parte economica.
Secondo le previsioni, la ricerca made in Italy sconterà dapprima la crisi economica mondiale; poi quella del sistema farmaceutico, conseguente alle scadenze dei brevetti e all'incapacità, appunto, di sostituire i prodotti a brevetto scaduto con nuovi prodotti immessi sul mercato.
In più gli esperti prevedono che i gruppi di ricerca italiani saranno sempre più dipendenti dai finanziamenti internazionali. Fin qui la parte economica.
Per quanto riguarda, invece, lo spirito che spinge la ricerca biomedica, lo studio annota che il dibattito nazionale sulle questioni di bioetica risente e continuerà a risentire di posizioni ideologicamente precostituite, spesso tese a imporre limiti alla ricerca scientifica.
“La maggioranza di componenti cattolici nel Comitato nazionale di Bioetica”, si legge nei risultati dello studio, “rende l'Italia il Paese più conservatore del mondo sulle questioni legate alle cellule staminali. A causa delle resistenze di carattere bioetico, tale scelta ideologica sta accumulando sensibili ritardi sulla cura di grandi malattie come diabete, Parkinson, cancro, Huntington e Alzheimer”.
Nata nel 2000 per volontà della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, “Siena Biotech” è una società strumentale che opera nella ricerca scientifica e biotecnologica. Allo scopo di trovare nuovi farmaci efficaci, si pone come obiettivo scientifico le patologie del sistema nervoso centrale (neurodegenerative e proliferative), incluse quelle rare.
In particolare la ricerca si focalizza su Alzheimer, malattia di Huntington e tumori cerebrali.
In particolare la ricerca si focalizza su Alzheimer, malattia di Huntington e tumori cerebrali.



