
Grazie alle staminali, promettono cure prodigiose per malattie oggi incurabili.
Sono le cliniche meta dei nuovi viaggi della speranza da parte di malati che la medicina attuale non riesce ancora a guarire.
La maggior parte di esse, cliniche senza scrupoli e senza garanzie di successo (nonostante si autopromozionino su internet, fornendo una lista suggestiva di testimonianze da parte di presunti guariti) è in paesi asiatici che non appaiono proprio tra i colossi leader della ricerca medica (Usa, Europa, Giappone); ma anche negli Stati Uniti e nel nostro continente esistono centri che vantano risultati quasi miracolosi.
Nonostante ciò, chi non ha altre prospettive di cura, decide comunque di provare, impegnando soldi (molti soldi) e speranze e fidando nelle nuove terapie, ancorché discutibili. È umano, è comprensibile.
Soltanto in Italia, i malati che lasciano il Paese in cerca di cure utili per contrastare malattie rare sono il 19%, mentre un 13% si sposta verso centri specializzati, e una percentuale uguale si sottopone a terapie innovative,
Ma che la situazione stia degenerando e che quest'affare sia una delle nuove trappole in cui possono cadere gli ingenui e i più indifesi, lo dimostra l'allarme lanciato sul numero di Science dello scorso marzo.
Sui rischi collegati a questo nuovo scandaloso business, ecco un articolo firmato da Sorapop Kiatpongsan e Douglas Sipp (della Chulalongkorn University, a Bangkok, e della Harvard Medical School di Boston), secondo i quali i viaggi della speranza per curarsi con le cellule staminali sono in sensibile aumento.
Nel servizio della prestigiosa rivista scientifica americana si ricordano i rischi evidenti per quanti si affidino a queste cliniche: dalla mancanza di studi clinici su sicurezza ed efficacia del metodo all'impiego di staminali di incerta provenienza e a rischio di infezioni (forse anche derivate da traffici illeciti di feti).