Infusione di cellule staminali autologhe in bambini affetti da paralisi cerebrale infantile.
Anche una bimba italiana inserita nello studio americano.
La paralisi cerebrale infantile (P.C.I.) è una patologia provocata da una lesione del sistema nervoso centrale che si può verificare durante la vita prenatale, nel periodo perinatale o nella vita postnatale. Questa lesione comporta gravi alterazioni funzionali sia a livello motorio sia a livello sensoriale e cognitivo.
Non esistono delle vere e proprie cure per questa patologia, se non la riabilitazione e la chirurgia che talvolta possono portare a miglioramenti.
Ciò almeno fino ad oggi. Infatti uno studio sperimentale condotto sugli animali, riguardante l’utilizzo delle cellule staminali nella cura della paralisi cerebrale, ha portato a risultati significativi. La Food and Drug Administration ha quindi dato il via ad una sperimentazione clinica per valutare quali effetti possa portare l’infusione di cellule staminali in bambini affetti da P.C.I..
Lo studio effettuato presso il dipartimento di pediatria Blood and Marrow Transplant della Duke University (North Carolina) coinvolge bambini, di età compresa tra i 2 e i 12 anni, non autonomi nelle funzioni motorie (in particolare il camminare) e non affetti da patologie convulsivanti.
Nel cervello di questi bambini vengono iniettate cellule staminali autologhe, ossia provenienti dal loro stesso cordone ombelicale.
Ciò è reso possibile grazie alla scelta dei genitori di far raccogliere alla nascita il sangue del cordone ombelicale e di conservarlo in una delle biobanche specializzate nella sua conservazione.
Ciò è reso possibile grazie alla scelta dei genitori di far raccogliere alla nascita il sangue del cordone ombelicale e di conservarlo in una delle biobanche specializzate nella sua conservazione.
Questo è quello che hanno fatto anche i genitori della prima bambina italiana entrata nello studio lo scorso luglio, utilizzando il servizio dell’azienda portoghese Hematos.
“La speranza che queste cellule possano aprire la strada a trattamenti innovativi per una patologia invalidante come la Cerebral Palsy che interessa in media uno ogni 700 nuovi nati – spiega Franco Accarpio, medico e direttore scientifico dell’azienda portoghese – ci rende fiduciosi e conferma il nostro impegno nel far sì che ogni neonato abbia la possibilità di conservare le proprie cellule staminali”.
Anche in Italia, dunque, i genitori, durante la gravidanza, possono chiedere che il sangue del funicolo venga conservato “ma all’estero – prosegue Accarpio – visto che nel nostro territorio non è ancora permessa a questo scopo l’istituzione di biobanche private”.
Per l’assenza di cure per la paralisi cerebrale infantile, questo studio suscita molte speranze nella comunità scientifica e nei genitori dei bambini affetti.
Non resta che attenderne i risultati.
Tuttavia James Carrol, neurologo pediatra dell’Università della Georgia e coordinatore della ricerca, invita alla cautela:
“Non pensiamo che le cellule staminali possano curare in maniera definitiva la paralisi cerebrale, ma speriamo che possano modificarne il corso affinché la vita dei bambini che ne soffrono sia meno dura”.




