Il sangue del cordone ombelicale contiene preziose cellule staminali.
Rappresenta quindi un'arma straordinaria per risolvere gravissime patologie del sangue, alla stregua del midollo osseo.
Utilizzare queste staminali permette la rigenerazione di tutte le componenti del sangue umano (globuli rossi e bianchi, piastrine), sicché un trapianto di cellule nuove debella leucemia, anemia, talassemia e altre malattie ematiche.
Anzi, se per il trapianto di midollo si richiede una compatibilità totale tra chi dona e chi riceve, il sangue ricavato dal funicolo necessita d'una compatibilità inferiore, ampliando la disponibilità di donatori.
Insomma, un materiale biologico compatibile da utilizzare sia per cure già note, sia per affrontare nuove malattie neurodegenerative (dalla distrofia muscolare all’infarto del miocardio).
Un aiuto nel dibattito etico.
Dunque la ricerca scientifica oggi, raccoglie cellule dal sangue del cordone ombelicale ed è in grado di salvare molte vite e curare gravi malattie.
Una straordinaria terapia innovativa, che promette di guarire un numero più rilevante di patologie.
Si tratta di cellule staminali eticamente pulite, a dir così, poiché il loro utilizzo non implica l'uso di embrioni umani (che trova l’indisponibilità di molti per la sperimentazione inerente il “mistero della vita” e teme casi di manipolazione o di eugenetica), bensì di una minima parte del corpo.
Oltretutto, rispetto alle cellule tratte da altre fonti, la qualità delle staminali ricavate dal sangue del funicolo mostra vantaggi non trascurabili.
A detta dei ricercatori si tratta infatti di cellule che mostrano particolare docilità immunologica, sono subito disponibili e offrono rischi inferiori di contaminazione biologica.
La qualità non si assomma ancora, purtroppo, alla quantità.
Gli studi sono impegnati ad amplificare i risultati, però a tutt'oggi se dal midollo è possibile ricavare volumi consistenti di sangue, dal cordone il prelievo ottiene appena 80-100 millilitri
Le fasi dell'operazione.
Negli ultimi anni le donazioni di sangue del cordone ombelicale, ricco di cellule staminali, sono cresciute in modo rilevante.
Ma come avviene il procedimento?
Nelle strutture predisposte al prelievo, si procede all'acquisizione dei dati inerenti la storia medica familiare.
I criteri di idoneità sono quelli rivolti ai donatori di sangue: niente malattie infettive (tipo Hiv, epatite, malattie genetiche), buona salute della madre e del bambino.
Ma non è tutto.
Altre condizioni negative possono frapporsi al prelievo:
- particolari condizioni cliniche materne
- comportamenti a rischio: recenti Piercing, tatuaggi, trasfusioni - Tossicodipendenza
- gestazione inferiore a 34 settimane;
- rottura delle membrane superiore a 12 ore;
- tampone vaginale SBEB positivo (streptococco);
- febbre della partoriente superiore a 38°C.;
- parto vaginale operativo;
- malformazioni congenite note del neonato;
- stress fetale
Occorre tenere in debita considerazione che le singole banche applicano delle piccole variazioni al protocollo delle condizioni escludenti, occorrerà pertanto verificare attentamente, chiedendo al centro di raccolta (l'ospedale aderente alla donazione).
A volte, poi (ed è il 40 % dei casi), la quantità di sangue prelevata dal cordone risulta scarsa e non offre cellule a sufficienza per consentire un futuro impiego.
Se tutte le condizioni preliminari richieste sono soddisfacenti, al termine del parto, viene effettuata la raccolta che non presenta alcuna controindicazione o rischio né per il bambino né per la madre.
Quindi nessun dolore, nessun rischio per entrambi, sia che il parto si presenti naturale sia che occorra l'eventualità di un cesareo.
Il prelievo ematico, infatti, avviene pungendo la vena del cordone appena dopo che questo è stato reciso, prima che la placenta venga espulsa dall’utero.
Il sangue così raccolto verrà indirizzato alle biobanche, che provvederanno a conservarlo, anche per diversi anni (secondo alcuni studi, le staminali del cordone si manterrebbero intatte e funzionali per almeno 20 anni dopo il loro congelamento), al di sotto dei -150° C, dentro contenitori contenenti azoto liquido o vapori di azoto liquido.
Cos'è la donazione eterologa
Per alcuni un atto d'amore e solidarietà.
E' la donazione con cui la partoriente mette a disposizione del prossimo sofferente il sangue del cordone ombelicale ricavato dal neonato.
Una donazione gratuita e anonima (donando, si perde ogni diritto verso le proprie cellule staminali) che si effettua soltanto negli ospedali italiani collegati con una banca di crioconservazione.
Carenze & problemi
Del resto, purtroppo, anche in questo settore l'organizzazione nazionale sembra ancora in rodaggio. Non in tutte le aree geografiche avviene il servizio di raccolta, e se il lieto evento capita di notte o nei week end è molto probabile che il prelievo sia impossibile per mancanza di personale idoneo al prelievo o per effettuarne il trasporto.
Come si vede, l'importanza della conservazione di questo prezioso materiale biologico è inversamente proporzionale alle endemiche scarse risorse della sanità pubblica, servizio afflitto da carenze logistiche e organizzative, limitato dal numero ridotto dei centri di raccolta, dalla disponibilità e formazione dello scarso personale, dalla esigua informazione che sull’argomento fanno i mass media e l'informazione istituzionale.
Oltretutto, si legge in siti che denunciano tale servizio ancora approssimativo, poiché queste banche pubbliche raccolgono il sangue cordonale esclusivamente per la cura delle patologie a carico del sangue, vengono scartati tutti i campioni al disotto dei 100 ml di liquido ematico, valutando che non contengano un numero di staminali necessarie a un trapianto.
La percentuale delle donazioni viene così ulteriormente decurtata e si calcola che soltanto un 30% venga conservato presso la biobanche pubbliche.
Un numero sempre maggiore di mamme sensibilizzate alla donazione potrebbe senza dubbio risolvere molti problemi, aiutare molti più malati in attesa di cure e motivare il servizio sanitario nazionale a potenziare strutture e servizio.
I piani dello Stato.
Per il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali (ordinanza emessa il 26 febbraio 2009), la “raccolta, conservazione e messa in circolo di parti del corpo umano”, dunque anche del cordone ombelicale, è riservata al Servizio Sanitario Nazionale ed è una donazione eterologa (tranne alcuni ridottissimi casi, scientificamente fondati, in cui sarà permesso destinarlo al proprio figlio o ai familiari; e tranne la possibilità di inviare all’estero campioni di sangue per uso autologo, cioè personale), a beneficio dei malati che attendono di guarire.
Per potenziare il circuito delle biobanche (definiti “centri di eccellenza inseriti a pieno titolo nei circuiti internazionali”), attualmente carente, il Ministero ha stanziato dieci milioni di euro. Basteranno a incrementare i centri raccolta che (recependo i dati pubblicati dal direttore del Centro Nazionale Sangue) sono oggi 206 su circa 600 sale parto?
Di certo saranno insufficienti se si vorrà sostenere un circuito con un numero molto elevato di biobanche pubbliche, rileviamo che il numero dei campioni raccolti non giustifica questa incredibile frammentazione.
Esistono infatti alcune banche private che da sole stoccano il numero dei campioni raccolti in tutte le biobanche pubbliche italiane.
Conoscendo i vizi italiani è più che lecito pensare al solito sperpero di denaro pubblico per finanziamenti a pioggia.
In Italia e all'estero.
Insomma, la donazione eterologa è la strada scelta attualmente dall'Italia, secondo un criterio solidaristico che sostituisce il sistema individuale con una visione collettiva.
I sostenitori di tale indirizzo sociale sostengono che se tutti conservassero in frigo il proprio campione, non ce ne sarebbe più per altri. Il risultato sarebbe un vantaggio personale per i fortunati, ma uno svantaggio per la popolazione in toto.
Tale affermazione trova però un limite evidente quando si rileva che ben il 95% dei cordoni vengono gettati.
Se comunque in Italia si raccoglie oggi soltanto il 5% dei cordoni ombelicali, che cosa fa l'Europa?
In tutto il mondo sono attivi circa 40 programmi di banche pubbliche eterologhe, in grado di rispondere a circa 260.000 donazioni via rete e di collegarsi a tutti i centri di trapianto che ne abbiano necessità.
Eccezion fatta per la Francia (che non ha ancora legiferato in materia), oltre ai centri pubblici di raccolta e conservazione, la futura mamma può contare sui privati se intende conservare il sangue del cordone ombelicale per sé o per i propri parenti.
In Italia, invece, la donna che vuol conservare il funicolo del proprio nascituro, deve richiedere autorizzazione all’Istituto Superiore di Sanità e portare le cellule staminali all’estero (Comunità Europea, Svizzera, Usa, etc.), dove si punta sulla conservazione autologa.
Biobanche pubbliche
Compongono la rete nazionale italiana 18 biobanche, distribuite sul territorio nazionale, coordinate centralmente dal Centro Nazionale Sangue (in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti).
In tali strutture sono conservate le unità di sangue cordonale (circa 30.000, di cui, a fine 2008, ne sono state utilizzate circa 800 in trapianti, sia in Italia sia all’estero) donate a disposizione della collettività.
Ecco l'elenco delle strutture presenti sul territorio italiano:
Bologna ERCB: Emilia-Romagna Cord Blood Bank
Servizio di Medicina Trasfusionale - Policlinico S. Orsola-Malpighi
Firenze Banca Toscana del Sangue Placentare
S.O.D. Ematologia - Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi
Genova Liguria Cord Blood Bank
A.O.U. San Martino
Milano Milano Cord Blood Bank
Centro di Medicina Trasfusionale, Terapia Cellulare e Criobiologia
Dipartimento di Medicina Rigenerativa
Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina
Napoli Ba.S.C.O. Campania A.O.R.N. Santobono-Pausilipon
Dip. di Oncologia Ospedale Pausilipon
Padova Cord Blood Bank
Clinica di Oncoematologia Pediatrica - Azienda Ospedaliera di Padova
Pavia Cord Blood Bank
Servizio di Immunoematologia e Trasfusione - Centro di Immunologia dei Trapianti
Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia
Pescara Banca Sangue Placentare Regione Abruzzo PECB
Dipartimento di Medicina Trasfusionale - Ospedale Civile ‘Spirito Santo’
Pisa Banca di Tessuti e Cellule Regione Toscana
Azienda Ospedaliera Pisana U.O. Immunoematologia 2
Roma (Gemelli) UNICATT Cord Blood bank
Istituto di Ematologia, Servizio di Emotrasfusione - Policlinico Universitario ‘Agostino Gemelli’
Roma (S. Eugenio)* Banca del Sangue Placentare HUTV Osp. S. Eugenio Roma
UOC Medicina Trasfusionale, Ospedale S. Eugenio
Roma (Umberto I)* Banca Regionale Sangue del Cordone Ombelicale
Azienda Policlinico Umberto I
Dipartimento di Medicina Trasfusionale – ‘Roma Centro’
Reggio Calabria Cord Blood Bank
Centro Unico Regionale Trapianti Midollo Osseo e Terapie Cellulari
Az. Ospedaliera ‘Bianchi-Melacrino-Morelli’
San Giovanni Rotondo (FG) Banca Cordonale Regione Puglia
Servizio di Medicina Trasfusionale - Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo
Sciacca (AG) Banca del sangue cordonale di Sciacca
Azienda Ospedaliera OCR di Sciacca – Servizio di Medicina Trasfusionale
Torino Cord Blood Bank
Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale - Azienda Ospedaliera O.I.R.M. S. Anna
Treviso Banca del Sangue Placentare (Treviso Cord Blood Bank)
Servizio Trasfusionale di Immunoematologia - Ospedale Regionale di Treviso – ULSS 9 TV
Verona Banca di Sangue di Cordone Ombelicale
Servizio di Immunoematologia e Trasfusione - Azienda Ospedaliera di Verona
(Ospedale Policlinico G. B. Rossi)
* Banca Regionale del Lazio
L'elenco dei centri di raccolta degli ospedali attrezzati per il prelievo e collegati alle biobanche è disponibile a piè di pagina (suddivo per regioni).
APPROFONDIMENTI
Condizioni necessarie per la donazione:
- la coppia dovrà esprimere la volontà incondizionata alla donazione sottoscrivendo il consenso informato alla donazione;
- occorrerà compilare un questionario anamnestico sulle personali condizioni di salute e quelle dei familiari;
- la madre dovrà sottoporsi ad un prelievo di sangue periferico per l'esecuzione degli esami sierologici di legge obbligatori per la donazione;
- il personale dovrà verificare le condizioni di salute del neonato.
Adisco Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale
L'associazione promuove la donazione eterologa del sangue cordonale